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Diario di viaggio : Mercoledi' 10 settembre: Melide - Santiago de Compostela
Inviato da ivan il 10/9/2008 16:50:58 (677 letture)

Oggi e' il giorno dell'arrivo a Santiago! Ancora non ho realizzato la cosa, e' un subbuglio di emozioni che passano dalla gioia per essere riuscito nel mio intento, cioe' mettermi completamente in gioco e vivere un'avventura molto lontana dal nostro stile di vita quotidiano, con tutto il tempo di cui avevo bisogno per capire le mie fatiche e le mie emozioni; dall'emozione del conoscere persone di tutti i continenti per condividere emozioni, speranze e paure, tutte accumunate dallo stesso obiettivo e anche dalla stessa lingua che ho battezzato "Esperanto del Camino", ovvero un mix tra inglese, spagnolo, francese e italiano e gesti che bene o male tutti comprendono; dal fatto di aver visto posti assolutamente unici e difficili da descrivere a parole; dalla nostalgia che gia' affiora, visto che comunque il tempo e' volato; dall'impazienza di tornare a casa e condividere tutto ho quello che ho vissuto con tutti voi! Detto cio', la serata di ieri con gli italiani e' stata fantastica! Il Pulpo gallego e' una vera prelibatezza, credo che stasera faro' il bis, ma il bello e' che praticamente mi hanno preso per un supereroe e hanno passato tutta la cena a farmi domande su come avevo fatto ad arrivare fino a li' in 10 giorni, sulla fatica, sui posti visti, ecc... E avendoci bevuto su abbastanza devo dire che la lingua mi si era sciolta per bene! Salutati tutti come sempre con calore sono andato a dormire gia' pensando all'ultimo giorno di bici, tappa di soli 55 Km ma rognosissima a causa dei continui saliscendi galiziani. E in effetti e' stata duretta, primo perche' per quasi tutta la tappa sono stato avvolto da una fitta nebbia (!!!) stile padano, secondo perche' oggi i Km proprio non passavano mai! Comunque, impaziente di arrivare, sono andato per quel che`potevo fino all'ultima salita prima di Santiago, il Monte de Gozo (cioe' della gioia) da cui si vede dall'alto la citta' e che storicamente ed emotivamente e' molto importante. Dali' ho percorso gli ultimi 5Km a piedi coi pellegrini fino all'ingresso di Santiago, che mi ha quasi fatto venire il magone, e l'arrivo nella piazza della cattedrale che metaforicamente abbracciava e accoglieva tutti coloro che in un modo o nell'altro hanno fatto il camino. Subito dopo sono stato all'ufficio in cui rilasciano la Compostela, col mio bel nome latino Ivanum che certifica che ho compiuto il pellegrinaggio! Poi purtroppo un po' di burocrazia e logistica, tra il biglietto dell'autobus per domani e la sistemazione per la notte. Poi finalmente eccomi in giro a godermi Santiago fino alle 24, orario di chiusura dell'albergue. Domani alle 12 assistero' alla funzione in onore dei pellegrini e alle 18 autobus che mi portera' a Irun per le 7 del mattina. Poi trenino fino a Bayonne, circa 40 Km, e di nuovo in auto verso casa! Grazie a tutti per il sostegno che mi avete dato!

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Diario di viaggio : Martedi' 9 settembre: Triacastela - Melide
Inviato da ivan il 9/9/2008 20:03:40 (487 letture)

Oggi per la prima volta accuso la stanchezza accumulata nei giorni precedenti ed in particolare delle due tappone di montagna che hanno preceduto la tappa spacagambe di oggi. Si', spaccagambe, perche' oggi sono entrato in Galizia, verde terra fatta di tante, ma tante colline, campi coltivati (curiosita': i cavoli li fanno crescere a mo' di alberelli, non a terra come noi), boschi e pascoli (la merda che ho incontrato oggi sulle strade e sui sentieri...). Il paesaggio e' comunque molto piacevole, non paragonabile a quello dei due giorni precedenti, ma molto rilassante, se non fosse che i saliscendi, un'infinita', me li devo sorbire tutti. La mattinata trascorre tra bei sentieri tra boschi e pascoli a sentieri impossibili da fare in sella tra boschi e pascoli a causa delle pietre che emergono e delle passerelle in pietra per permettere di camminare senza infangarsi, ovviamente non pensate per noi peveri ciclisti. Visito il bel monastero di Samos, luogo assai importante nella storia galiziana e del camino e Sarria, centro di raccolta pellegrini per antonomasia in cui timbro il Sello. Poco dopo momento epico: foto con Pedro di fianco alla pietra miliare che segna i meno cento da Santiago!!! Momento emozionante... Poi arrivo a Portomarin, un paese che e' stato sommerso nella costruzione di un invaso artificiale e in parte ricostruito pietra per pietra nella collina poco piu' su'. Qui pranzo e reincontro con piacere Jorge che come me ha fatto il sentiero e l'Argentino, che pero' ripartono quasi subito dopo un saluto caloroso. Mancano ancora circa 35 Km alla meta di oggi e per me sono lunghissimi, infiniti, perche' ho le gambe che non girano piu' nonostante gli integratori che per la prima volta assumo durante tutta la giornata: semplicemente sto finendo la benzina e anche Pedro mi confessa di essere molto stanco e si sente dai cigolii della catena e della sella. Gli prometto una bella lavata e oliata appena tornati e casa! Piu' che stremato arrivo alla meta dopo 90 Km intorno alle 18 e fuori dell'albergue incontro gli italiani che avevo conosciuto a Pamplona! Decidiamo di andare a mangiare il pulpo insieme. Poi pero' una mazzata: l'albergue e' pieno! Per fortuna trovo posto in un hotel vicino, altrimenti non avrei saputo assolutamente cosa fare visto le mie condizioni fisiche gia' al limite. Domani ultima tappa, mi separarano da Santiago solo 55 Km che dovrei coprire in mattinata. Non mi sembra vero, devo ancora realizzare che ce l'ho quasi fatta. Non so cosa provero' quando vedro' il cartello di Santiago...

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Diario di viaggio : Lunedi' 8 settembre: Ponferrada - Triacastela
Inviato da ivan il 8/9/2008 18:49:03 (534 letture)

E ti pareva! Ovviamente due notte di file tranquille sono un lusso eccessivo e uno degli spagnoli della sera prima si rivela una macchina infernale sotto il mio letto. Pazienza, ormai non mi arrabbio piu'! La mattina partenza con un po' di timore visto che oggi mi tocca l'ultima, la piu' famosa e famigerata salita del Camino, la piu' temuta anche nell'antichita', la porta che collega la regione del Bierzo cui parto con la Galizia di Santiago: il mitico O' Cebreiro! Si passa dai 500 m di Ponferrada ai 1340 del passo, con una salitona di 10-11 Km a pendenze a volte notevoli e per giunta per i temerari come me che vogliono fare il sentiero anche tratti molto accidentati in cui bisogna spingere. In realta' l'approccio e' molto soft, perche' i primi 40 Km sono in leggerissima costante salita fino alle pendici del monte. Villafranca del Bierzo merita un commento, poiche' e' la cittadina piu' importante della zona e perche' visito la chiesa dove un tempo si rilasciava l'indulgenza a quelli che troppo deboli non potevano proseguire facendo salita e discesa verso Santiago. Verso le 12 inizia il salitone in un clima ideale, sereno, senza vento temperatura perfetta (anche se stamattina ho iniziato a pedalare con 9 gradi... brrr....). Ein effetti la fama del Bebreiro non e' smentita: una fatica pazzesca arrivare in cime, rischio anche di sbagliare strada, salvato da una vecchietta locale che ne deve avere viste di cotte e di crude. Sull'ultimo strappo sul sentiero incontro e faccio amicizia col pazzo catalano di ieri, Jorge; saliamo dicendoci delle cazzate che probabilmete nessuno dei due capisce ma che ci aiutano ad arrivare in cima! E in cima troviamo un'altra festa paesano, con un mega affollamento di gente e bancarelle che nemmeno l'8 icembe a Faenza! Belissimi i panorami, da un lato il Bierzo dall'alto la Galizai, la meta ormai e' vicina! Arrivato fin qua sapevo che in realta' mi mancano altri due alti da superare: l'alto de la Roque e l'alto del Pojo, poco dislivello ma sono talmente cotto che loi faccio a piedi. Finelmente mega discesone a velocita' folli (ho toccato i 70, Paola non leggere...) e arrivo Triacastella dove scrivo e dove sto per andare a mangiare con Giuseppe da Novara e Cruy da Lisbona! Atra giornata epica e meravigliosa! 81 Km percorsi.

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Diario di viaggio : Domenica 7 settebre: Puente y Hospital de Orbigo - Ponferrada
Inviato da ivan il 8/9/2008 18:30:00 (480 letture)

Innanzitutto oggi inizio ringraziando tutti quelli che mi stanno scrivendo sul blog/diario: siete complici del mio viaggio anche voi e mi mancate! Detto cio', notte come previsro fantastica visto che ero da solo in camera e risveglio di ottimo umore visto la splendida giornata e l'assenza di vento quasi totale.Pedalare e' un piacere e in poco tempo arrivo ad Astorga, dove ammiro la cattedrale e soprattutto lo splendido palazzo di Gaudi' che all'epoca fu rifiutato dal vescovo che commissiono' il lavoto per i costi e le forme troppo innovative. Poco dopo il paese inizia la salita, perche' oggi e' la tappa della "Cima Coppi" del Camino, i 1540m della Cruz de Hierro! All'inizio la salita e'leggera e costante. Finalmente attraverso dei paesini molto caratteristici tra paesaggi che riempiono il cuore e la mente. Vado su senza pensare, lasciandomi completamente andare ai sensi. Dopo il paese di Rabanal, dove faccio merenda, inizia la salita vera, circa 12 Km ma con pendenze pedalabili, sul 7%. E' tutto talmente bello che la fatica non si sente! Dopo le 13 sono in cima ed e' una vera soddisfazione: sono arrivato nel punto piu' alto! C'e' un grande entusiasmo generale, i piu' gasati sono un argentino vche porta la bandiera come un mantello e un catalano che urla sventolando anch'egli la sua bandiera. Dopo la foto di rito, breve discesa, breve salita e poi giu' a picco nel mega discesone che da 1540 mi porta a 500m! Attraverao paesaggi sempre piu' meravigliosi difficilmente descrivibili a parole, soprattutto per il fatto che l'aria e' cosi' tersa e pulita che lo sguardo arriva lontanissimo, stile "Signore degli anelli"!. Altri posti da ricordare: Manjarin, paese in rovina a patto della bettola/rifugio di Tomas, con cui scambio due chiacchiere scoprendo che crede di essere l'ultimo templare e dedica la sua vita ai pellegrini;El Acebo, uscito direttamente da un film Western; Molinaseca, alla fine della discesa. Ponferrada e' soprattuto il castello dei templari, bellissimo ed in ottimo stato e tra l'altro arrivo proprio nei giorni della festa patronale (Nuestra Segnore de la Encina), festa che dura 4 giorni! Bello soprattuo il concorso di statue umane e il palco in piazza centrale dove un illusionista fa il suo spettacolo con sottofondo heavy metal! La serata in albergue e' rallegrata da un gruppo super disomogeneo di persone: italiani, polacca, giapponesi, brasiliano, spagnolo. Mi aggrego e la serata si conclude tra grasse risate, tutti complici della stessa avventura! Gran giornata, probabilmete la piu' bella di tutte, sia per il cuore, sia per gli occhi che per la mente. Domani mi tocca l'ultimo tappone di montagna, il Mortirolo del Camino il cui nome fa paura solo a sentirlo: O' Cebreiro... Km percorsi oggi: 84

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Diario di viaggio : Sabato 6 settembre: Sahagun - Puente y Hospital de Orbigo
Inviato da ivan il 6/9/2008 21:04:18 (551 letture)

Oggi il vento e' cambiato! Non in senso fisico, visto che soffia sempre contrario anche se in maniera assolutamente accettabile (non come il delirio di ieri), ma psicologico, visto che finalmente e' stata una giornata di sole pieno e i colori sono tornati nella tutta uguale Meseta. La notte e' passata molto bene in alberue, visto che mi ero defilato in una posizione isolata e sono riuscito a dormire senza problemi. La mattina me la prendo comoda dopo aver constatato che il tempo non e' male. Dopo una bella colazione partenza, solita piatta pianura, soliti paesaggi, solita solitudine, visto che di ciclisti come me neanche l'ombra... I paesini che attraverso sono a volte squallidi, con le case addirittura ancora fatte con mattoni di paglia e fango, alcune delle quali crollate nel centro dell'abitatato! Il piu' caratteristico, se si puo' dire, e' El Buergo Ranero, chiamato cosi' per il gracidare delle rane dello stagno subito fuori del paese. Cosi' per circa 58 Km, finche' finalmente arrivo a Leon, ore 12.30 circa. La citta' e' splendida, regale, aristocratica. La cattedrale gotica in stile francese e' indescrivibile nella sua eleganza e per la bellezza delle sue vetrate. Purtroppo trovo chiusa San Isidoro, che dovrebbe essere altrettanto suggestiva. Visito la citta' fino alle 16, quando riparto direzione Puente y Hospital de Orbigo, da cui partire domani per la cima Coppi del Camino, la Cruz de Hierro! Anche per i seguenti 30 Km circa niente di che', tutta pianura monotaona e senza spunti di interesse, a parte le imponenti montagne che dovro' scalare domani all'orizzonte. Finalmente la Meseta e' finita, non ne potevo davvero piu', soprattutto a confronto do quello che ho vissuto finora e a quello che vivro' nei prossimi giorni. Neanche a farlo apposta il paese dove mi sono fermato e' il primo con una sua fisionimia ben precisa, ben curato, accogliente: si vede che staimo cambiando radicalmente regione. L'albergue parrocchiale da dove sto scrivendo e' meraviglioso, con un mega affresco nel cortile interno che rappresenta i pellegrnini che scalano la Cruz de Hierro. Addirittura dormiro'in una camera da solo, visto che la signora che gestisce mi ha chiesto se preferivo dormire con ciclisti per alzarmi un po' piu' tardi, ma di ciclisti non ce ne sono... Note a margine: mi sono dimenticato di dirvi che mentre raggiungevo l'Ermita di San Nicolas ho iniziato a parlare con la mia bici e dopo 15 anni ho scoperto che si chiama Pedro! E poi: vi ricordate il problemino al portapacchi prima di Burgos? Ebbene avevo fatto una riparazione provvisoria con un filo del freno trovato casualmente da Franco il giorno prima. I cerchi di solidarieta' Ivan-Xabi e Ivan-Franco sono chiusi! Stasera ho cenato in un ristorantino locale e con 9 Euri mi sono portato a casa una zuppa alla trota, specialita' locale, eccezionale, fettine di maiale con patatine fritte, gelato, una bottiglia di vino rosso (finita...): potete capire il perche' sto andando a letto nonostante siano solo le 21 passate...

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