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    <title>Il cammino del moro</title>
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    <description>Pedala, pedala...</description>
    <lastBuildDate>Mon, 21 May 2012 08:39:48 +0200</lastBuildDate>
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      <title>Il cammino del moro</title>
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      <title>Mercoledi&amp;#039; 10 settembre: Melide - Santiago de Compostela</title>
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      <description>Oggi e&#039; il giorno dell&#039;arrivo a Santiago! Ancora non ho realizzato la cosa, e&#039; un subbuglio di emozioni che passano dalla gioia per essere riuscito nel mio intento, cioe&#039; mettermi completamente in gioco e vivere un&#039;avventura molto lontana dal nostro stile di vita quotidiano, con tutto il tempo di cui avevo bisogno per capire le mie fatiche e le mie emozioni; dall&#039;emozione del conoscere persone di tutti i  continenti per condividere emozioni, speranze e paure, tutte accumunate dallo stesso obiettivo e anche dalla stessa lingua che ho battezzato &quot;Esperanto del Camino&quot;, ovvero un mix tra inglese, spagnolo, francese e italiano e gesti che bene o male tutti comprendono; dal fatto di aver visto posti assolutamente unici e difficili da descrivere a parole; dalla nostalgia che gia&#039; affiora, visto che comunque il tempo e&#039; volato; dall&#039;impazienza di tornare a casa e condividere tutto ho quello che ho vissuto con tutti voi! Detto cio&#039;, la serata di ieri con gli italiani e&#039; stata fantastica! Il Pulpo gallego e&#039; una vera prelibatezza, credo che stasera faro&#039; il bis, ma il bello e&#039; che praticamente mi hanno preso per un supereroe e hanno passato tutta la cena a farmi domande su come avevo fatto ad arrivare fino a li&#039; in 10 giorni, sulla fatica, sui posti visti, ecc... E avendoci bevuto su abbastanza devo dire che la lingua mi si era sciolta per bene! Salutati tutti come sempre con calore sono andato a dormire gia&#039; pensando all&#039;ultimo giorno di bici, tappa di soli 55 Km ma rognosissima a causa dei continui saliscendi galiziani. E in effetti e&#039; stata duretta, primo perche&#039; per quasi tutta la tappa sono stato avvolto da una fitta nebbia (!!!) stile padano, secondo perche&#039; oggi i Km proprio non passavano mai! Comunque, impaziente di arrivare, sono andato per quel che`potevo fino all&#039;ultima salita prima di Santiago, il Monte de Gozo (cioe&#039; della gioia) da cui si vede dall&#039;alto la citta&#039; e che storicamente ed emotivamente e&#039; molto importante. Dali&#039; ho percorso gli ultimi 5Km a piedi coi pellegrini fino all&#039;ingresso di Santiago, che mi ha quasi fatto venire il magone, e l&#039;arrivo nella piazza della cattedrale che metaforicamente abbracciava e accoglieva tutti coloro che in un modo o nell&#039;altro hanno fatto il camino. Subito dopo sono stato all&#039;ufficio in cui rilasciano la Compostela, col mio bel nome latino Ivanum che certifica che ho compiuto il pellegrinaggio! Poi purtroppo un po&#039; di burocrazia e logistica, tra il biglietto dell&#039;autobus per domani e la sistemazione per la notte. Poi finalmente eccomi in giro a godermi Santiago fino alle 24, orario di chiusura dell&#039;albergue. Domani alle 12 assistero&#039; alla funzione in onore dei pellegrini e alle 18 autobus che mi portera&#039; a Irun per le 7 del mattina. Poi trenino fino a Bayonne, circa 40 Km, e di nuovo in auto verso casa! Grazie a tutti per il sostegno che mi avete dato!</description>
      <pubDate>Wed, 10 Sep 2008 16:50:58 +0200</pubDate>
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      <title>Martedi&amp;#039; 9 settembre: Triacastela - Melide</title>
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      <description>Oggi per la prima volta accuso la stanchezza accumulata nei giorni precedenti ed in particolare delle due tappone di montagna che hanno preceduto la tappa spacagambe di oggi. Si&#039;, spaccagambe, perche&#039; oggi sono entrato in Galizia, verde terra fatta di tante, ma tante colline, campi coltivati (curiosita&#039;: i cavoli li fanno crescere a mo&#039; di alberelli, non a terra come noi), boschi e pascoli (la merda che ho incontrato oggi sulle strade e sui sentieri...). Il paesaggio e&#039; comunque molto piacevole, non paragonabile a quello dei due giorni precedenti, ma molto rilassante, se non fosse che i saliscendi, un&#039;infinita&#039;, me li devo sorbire tutti. La mattinata trascorre tra bei sentieri tra boschi e pascoli a sentieri impossibili da fare in sella tra boschi e pascoli a causa delle pietre che emergono e delle passerelle in pietra per permettere di camminare senza infangarsi, ovviamente non pensate per noi peveri ciclisti. Visito il bel monastero di Samos, luogo assai importante nella storia galiziana e del camino e Sarria, centro di raccolta pellegrini per antonomasia in cui timbro il Sello. Poco dopo momento epico: foto con Pedro di fianco alla pietra miliare che segna i meno cento da Santiago!!! Momento emozionante... Poi arrivo a Portomarin, un paese che e&#039; stato sommerso nella costruzione di un invaso artificiale e in parte ricostruito pietra per pietra nella collina poco piu&#039; su&#039;. Qui pranzo e reincontro con piacere Jorge che come me ha fatto il sentiero e l&#039;Argentino, che pero&#039; ripartono quasi subito dopo un saluto caloroso. Mancano ancora circa 35 Km alla meta di oggi e per me sono lunghissimi, infiniti, perche&#039; ho le gambe che non girano piu&#039; nonostante gli integratori che per la prima volta assumo durante tutta la giornata: semplicemente sto finendo la benzina e anche Pedro mi confessa di essere molto stanco e si sente dai cigolii della catena e della sella. Gli prometto una bella lavata e oliata appena tornati e casa! Piu&#039; che stremato arrivo alla meta dopo 90 Km intorno alle 18 e fuori dell&#039;albergue incontro gli italiani che avevo conosciuto a Pamplona! Decidiamo di andare a mangiare il pulpo insieme. Poi pero&#039; una mazzata: l&#039;albergue e&#039; pieno! Per fortuna trovo posto in un hotel vicino, altrimenti non avrei saputo assolutamente cosa fare visto le mie condizioni fisiche gia&#039; al limite. Domani ultima tappa, mi separarano da Santiago solo 55 Km che dovrei coprire in mattinata. Non mi sembra vero, devo ancora realizzare che ce l&#039;ho quasi fatta. Non so cosa provero&#039; quando vedro&#039; il cartello di Santiago...</description>
      <pubDate>Tue, 09 Sep 2008 20:03:40 +0200</pubDate>
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      <title>Lunedi&amp;#039; 8 settembre: Ponferrada - Triacastela</title>
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      <description>E ti pareva! Ovviamente due notte di file tranquille sono un lusso eccessivo e uno degli spagnoli della sera prima si rivela una macchina infernale sotto il mio letto. Pazienza, ormai non mi arrabbio piu&#039;! La mattina partenza con un po&#039; di timore visto che oggi mi tocca l&#039;ultima, la piu&#039; famosa e famigerata salita del Camino, la piu&#039; temuta anche nell&#039;antichita&#039;, la porta che collega la regione del Bierzo cui parto con la Galizia di Santiago: il mitico O&#039; Cebreiro! Si passa dai 500 m di Ponferrada ai 1340 del passo, con una salitona di 10-11 Km a pendenze a volte notevoli e per giunta per i temerari come me che vogliono fare il sentiero anche tratti molto accidentati in cui bisogna spingere. In realta&#039; l&#039;approccio e&#039; molto soft, perche&#039; i primi 40 Km sono in leggerissima costante salita fino alle pendici del monte. Villafranca del Bierzo merita un commento, poiche&#039; e&#039; la cittadina piu&#039; importante della zona e perche&#039; visito la chiesa dove un tempo si rilasciava l&#039;indulgenza a quelli che troppo deboli non potevano proseguire facendo salita e discesa verso Santiago. Verso le 12 inizia il salitone in un clima ideale, sereno, senza vento temperatura perfetta (anche se stamattina ho iniziato a pedalare con 9 gradi... brrr....). Ein effetti la fama del Bebreiro non e&#039; smentita: una fatica pazzesca arrivare in cime, rischio anche di sbagliare strada, salvato da una vecchietta locale che ne deve avere viste di cotte e di crude. Sull&#039;ultimo strappo sul sentiero incontro e faccio amicizia col pazzo catalano di ieri, Jorge; saliamo dicendoci delle cazzate che probabilmete nessuno dei due capisce ma che ci aiutano ad arrivare in cima! E in cima troviamo un&#039;altra festa paesano, con un mega affollamento di gente e bancarelle che nemmeno l&#039;8 icembe a Faenza! Belissimi i panorami, da un lato il Bierzo dall&#039;alto la Galizai, la meta ormai e&#039; vicina! Arrivato fin qua sapevo che in realta&#039; mi mancano altri due alti da superare: l&#039;alto de la Roque e l&#039;alto del Pojo, poco dislivello ma sono talmente cotto che loi faccio a piedi. Finelmente mega discesone a velocita&#039; folli (ho toccato i 70, Paola non leggere...) e arrivo Triacastella dove scrivo e dove sto per andare a mangiare con Giuseppe da Novara e Cruy da Lisbona! Atra giornata epica e meravigliosa! 81 Km percorsi. </description>
      <pubDate>Mon, 08 Sep 2008 18:49:03 +0200</pubDate>
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      <title>Domenica 7 settebre: Puente y Hospital de Orbigo - Ponferrada</title>
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      <description>Innanzitutto oggi inizio ringraziando tutti quelli che mi stanno scrivendo sul blog/diario: siete complici del mio viaggio anche voi e mi mancate! Detto cio&#039;, notte come previsro fantastica visto che ero da solo in camera e risveglio di ottimo umore visto la splendida giornata e l&#039;assenza di vento quasi totale.Pedalare e&#039; un piacere e in poco tempo arrivo ad Astorga, dove ammiro la cattedrale e soprattutto lo splendido palazzo di Gaudi&#039; che all&#039;epoca fu rifiutato dal vescovo che commissiono&#039; il lavoto per i costi e le forme troppo innovative. Poco dopo il paese inizia la salita, perche&#039; oggi e&#039; la tappa della &quot;Cima Coppi&quot; del Camino, i 1540m della Cruz de Hierro! All&#039;inizio la salita e&#039;leggera e costante. Finalmente attraverso dei paesini molto caratteristici tra paesaggi che riempiono il cuore e la mente. Vado su senza pensare, lasciandomi completamente andare ai sensi. Dopo il paese di Rabanal, dove faccio merenda, inizia la salita vera, circa 12 Km ma con pendenze pedalabili, sul 7%. E&#039; tutto talmente bello che la fatica non si sente! Dopo le 13 sono in cima ed e&#039; una vera soddisfazione: sono arrivato nel punto piu&#039; alto! C&#039;e&#039; un grande entusiasmo generale, i piu&#039; gasati sono un argentino vche porta la bandiera come un mantello e un catalano che urla sventolando anch&#039;egli la sua bandiera. Dopo la foto di rito, breve discesa, breve salita e poi giu&#039; a picco nel mega discesone che da 1540 mi porta a 500m! Attraverao paesaggi sempre piu&#039; meravigliosi difficilmente descrivibili a parole, soprattutto per il fatto che l&#039;aria e&#039; cosi&#039; tersa e pulita che lo sguardo arriva lontanissimo, stile &quot;Signore degli anelli&quot;!. Altri posti da ricordare: Manjarin, paese in rovina a patto della bettola/rifugio di Tomas, con cui scambio due chiacchiere scoprendo che crede di essere l&#039;ultimo templare e dedica la sua vita ai pellegrini;El Acebo, uscito direttamente da un film Western; Molinaseca, alla fine della discesa. Ponferrada e&#039; soprattuto il castello dei templari, bellissimo ed in ottimo stato e tra l&#039;altro arrivo proprio nei giorni della festa patronale (Nuestra Segnore de la Encina), festa che dura 4 giorni! Bello soprattuo il concorso di statue umane e il palco in piazza centrale dove un illusionista fa il suo spettacolo con sottofondo heavy metal! La serata in albergue e&#039; rallegrata da un gruppo super disomogeneo di persone: italiani, polacca, giapponesi, brasiliano, spagnolo. Mi aggrego e la serata si conclude tra grasse risate, tutti complici della stessa avventura! Gran giornata, probabilmete la piu&#039; bella di tutte, sia per il cuore, sia per gli occhi che per la mente. Domani mi tocca l&#039;ultimo tappone di montagna, il Mortirolo del Camino il cui nome fa paura solo a sentirlo: O&#039; Cebreiro... Km percorsi oggi: 84</description>
      <pubDate>Mon, 08 Sep 2008 18:30:00 +0200</pubDate>
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      <title>Sabato 6 settembre: Sahagun - Puente y Hospital de Orbigo</title>
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      <description>Oggi il vento e&#039; cambiato! Non in senso fisico, visto che soffia sempre contrario anche se in maniera assolutamente accettabile (non come il delirio di ieri), ma psicologico, visto che finalmente e&#039; stata una giornata di sole pieno e i colori sono tornati nella tutta uguale Meseta. La notte e&#039; passata molto bene in alberue, visto che mi ero defilato in una posizione isolata e sono riuscito a dormire senza problemi. La mattina me la prendo comoda dopo aver constatato che il tempo non e&#039; male. Dopo una bella colazione partenza, solita piatta pianura, soliti paesaggi, solita solitudine, visto che di ciclisti come me neanche l&#039;ombra... I paesini che attraverso sono a volte squallidi, con le case addirittura ancora fatte con mattoni di paglia e fango, alcune delle quali crollate nel centro dell&#039;abitatato! Il piu&#039; caratteristico, se si puo&#039; dire, e&#039; El Buergo Ranero, chiamato cosi&#039; per il gracidare delle rane dello stagno subito fuori del paese. Cosi&#039; per circa 58 Km, finche&#039; finalmente arrivo a Leon, ore 12.30 circa. La citta&#039; e&#039; splendida, regale, aristocratica. La cattedrale gotica in stile francese e&#039; indescrivibile nella sua eleganza e per la bellezza delle sue vetrate. Purtroppo trovo chiusa San Isidoro, che dovrebbe essere altrettanto suggestiva. Visito la citta&#039; fino alle 16, quando riparto direzione Puente y Hospital de Orbigo, da cui partire domani per la cima Coppi del Camino, la Cruz de Hierro! Anche per i seguenti 30 Km circa niente di che&#039;, tutta pianura monotaona e senza spunti di interesse, a parte le imponenti montagne che dovro&#039; scalare domani all&#039;orizzonte. Finalmente la Meseta e&#039; finita, non ne potevo davvero piu&#039;, soprattutto a confronto do quello che ho vissuto finora e a quello che vivro&#039; nei prossimi giorni. Neanche a farlo apposta il paese dove mi sono fermato e&#039; il primo con una sua fisionimia ben precisa, ben curato, accogliente: si vede che staimo cambiando radicalmente regione. L&#039;albergue parrocchiale da dove sto scrivendo e&#039; meraviglioso, con un mega affresco nel cortile interno che rappresenta i pellegrnini che scalano la Cruz de Hierro. Addirittura dormiro&#039;in una camera da solo, visto che la signora che gestisce mi ha chiesto se preferivo dormire con ciclisti per alzarmi un po&#039; piu&#039; tardi, ma di ciclisti non ce ne sono... Note a margine: mi sono dimenticato di dirvi che mentre raggiungevo l&#039;Ermita di San Nicolas ho iniziato a parlare con la mia bici e dopo 15 anni ho scoperto che si chiama Pedro! E poi: vi ricordate il problemino al portapacchi prima di Burgos? Ebbene avevo fatto una riparazione provvisoria con un filo del freno trovato casualmente da Franco il giorno prima. I cerchi di solidarieta&#039; Ivan-Xabi e Ivan-Franco sono chiusi! Stasera ho cenato in un ristorantino locale e con 9 Euri mi sono portato a casa una zuppa alla trota, specialita&#039; locale, eccezionale, fettine di maiale con patatine fritte, gelato, una bottiglia di vino rosso (finita...): potete capire il perche&#039; sto andando a letto nonostante siano solo le 21 passate...</description>
      <pubDate>Sat, 06 Sep 2008 21:04:18 +0200</pubDate>
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      <title>Venerdi&amp;#039; 5 settembre: Ermida de San Nicolas - Sahagun</title>
      <link>http://www.ilcamminodelmoro.net/html/htdocs/modules/news/article.php?storyid=13</link>
      <description>Oggi e&#039; stata una giornata grigia, incolore. Il cielo costantemente plumbeo ma senza pioggia, un vento fortissimo, contrario per 80 Km, le Mesetas che immaginavo calde e assolate sembrano prese direttamente dall&#039;Irlanda. Vado in giro, oltre all&#039;abbigliamento da bici, con giubbottino antivento e addirittura il K-way tanto e&#039; freddo e umido il vento. Non riesco a godermi il nulla asoluto che mi circonda perche&#039; sono solo concentrato ad andare avanti contro questo vento maledetto che mi blocca anche nelle rare discese (ovviamente e&#039; tutta pianura). Quella che doveva essere il tappone da oltre 100 Km in scioltezza si rivela essere la piu&#039; dura finora fatta, dal punto di vista fisico e psicologico. Oggi non ho voglia di parlare, e anche questo mi da&#039; fastidio, e per giunta non ho molto da raccontare perche&#039; e&#039; tutto uguale e i paesini che attraverso sono piccoli e assolutamente anonimi. Penso che stasera mi cucinero&#039; un bel piatto di pasta al dente e saro&#039; subito a letto. Mi viene male al solo pensiero che c&#039;e&#039; il rischio che i prossimi 100, 130 km siano come oggi...</description>
      <pubDate>Fri, 05 Sep 2008 18:19:07 +0200</pubDate>
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      <title>Giovedi&amp;#039; 4 settembre: Ages - Ermida de San Nicolas</title>
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      <description>Saro&#039; noioso, ma anche stavolta nonostante l&#039;albergue fosse molto accogliente mi e&#039; capitata la, e sottolineo la, ronfatrice di turno che mi ha fatto passare la notte quasi insonne. Nonostante questo mi sono svegliato abbastanza riposato ed in forma. Alle 7.30 sono gia&#039; pronto per partire, ma mi accorgo che manca un bullone al portapacchi, che quindi e&#039; attaccato solo in due punti. Per evitare guai, mi tocca fare la carretera, trafficatissima, fino a Burgos, dove arrivo alle 9.30 facendo in un lampo i 23-24 Km che separano la citta&#039; da Ages e giusto per beccarmi la prima pioggia del camino! Alle 10.15 ho gia&#039; risolto il problemino tecnico grazie a un gentilissimo ragazzo che gestisce un negozio di bici e che per giunta non mi fa pagare nulla augurandomi &quot;Buen camino!&quot;. Siccome piove decido di visitare la cattedrale di Burgos, patrimonio dell&#039;umanita&#039;, ed effettivamente e&#039; meravigliosa, un vero gioello. Non ho appetito, mi basta un po&#039; di frutta, ha smesso di piovere e quindi alle 14 parto in direzione Mesetas! Pensavo di entrare nel deserto, in realta&#039; mi ristrovo in un clima quasi inglese, con cielo variabile, 14 gradi di temperatura e vento, non forte ma costantemente contro. Ben presto capisco cosa vuol dire &quot;nulla&quot;. Km e Km di campi, senza incontrare niente, se non un pellegrino ogni tanto, che col tempo diventano sempre meno. E&#039; tutto estremamente affascinante. Ogni 4-5 Km compare un paesino, qualcuno e&#039; rinato solo grazie al camino, altri sono abitati dagli agricoltoti e pastori locali. Due in particolare mi hanno colpito: Hontanas, dove un gruppone di inglesi o americani mi accolgono intonando &quot;Who wants to read my bycicle...&quot; dei Queen e soprattutto le rovine del convento Di San Anton, dove un tempo i pellegrini si recavano a farsi curare il fuoco di San Antonio. Nelle rovine e&#039; stato ricavato un albergue gestito da una signora che mi dice che se ne ho ancora a 5 Km (che si riveleranno 10...) c&#039;e&#039; l&#039;Ermida di San Nicolas, una chiesetta sconsacrata adibita a albergue gestita da italiani. Dopo il piccolo paese di Castrojeriz, il cui castello in rovina domina da un  cucuzzolo, mi tocca la salita di 1,5 km detta &quot;matamulos&quot;: credo non servano commenti... Dalla cima discesa di qualche Km verso l&#039;Ermida, dove arrivo alle 18.35 dopo circa 83 Km, accolto con calore da Giuseppe, Davide e Ivan (i &quot;gestori&quot;) e da Emmanuel, francese, senza un braccio, voce splendida, al suo tredicesino (!!!) cammino e Dimitri, francese, distrutto perche&#039; partito da Pui, in Francia 1400 Km fa... Dopo una cena molto piacevole, in cui ci scambiamo le nostre esperienze e parliamo un po&#039; di noi, c&#039;e&#039; chi canta, chi scrive a lume di candela in diario (io) e chi va direttamente a letto. Tutto magico...</description>
      <pubDate>Fri, 05 Sep 2008 18:11:44 +0200</pubDate>
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      <title>Mercoledi&amp;#039; 3 settembre: Azofra - Ages</title>
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      <description>Se l&#039;albergue a Pamplona erada 4 stelle, quello di Azofra e&#039; da 5! Il ragazzo valenciano non ha russato e la notte finalmente e&#039; passata tranquilla e riposante. Alle 7.30 saluto Franco, che andra&#039; su asfalto mentre io solo su sterrato; ci scambiano indirizzi e telefoni. Restituisco a Xabi la camera d&#039;aria che mi aveva prestato e siamo pari! Dopo colazione con una brioche letteralmete il doppio come dimensione rispetto alle nostre mi metto in marcia, direzione... boh! Mi piacerebbe arrivare a Burgon, ma e&#039; a piu&#039; di 90 Km e non so se neavro&#039;, anche perche&#039; oggi risento un po&#039; della tappa di ieri e infatti per non rischiare i crampi per la prima volta assumo il doping che mi ha comprato la Paola. Oggi compare per la prima volta il vento, costante e ovviamente contrario che mi fa procedere lentamente tra i soliti saliscendi tra soliti campi infiniti questa volta meno affascinanti perche&#039; il sentiero, che altro non e&#039; che una sterrata bianca e larga, e&#039; per lunghi tratti affiancata dall&#039;autostrada. Soccorro un ciclista con una ruota a terra e gli regalo le 2 camere d&#039;aria che io non posso usare. A Santo Domingo de la Calzada incontro Xabi che mi dice che ha forato e ha usato la mia camera d&#039;aria! Facciamo un tratto insieme fino a Granon, poi io mi fermo a riposare e lui prosegue per Burgos. Forse non ci vedremo piu&#039;... Attraverso un gran numero di peasini piccolissimi e anonimi, i pellegrini sono sempre meno, i ciclisti scompaiono e presto mi ritrovo solo in mezzo al nulla. A Villafranca Montes de Oca, m 980, ore 16, mi aspetta una salita dura e sterrata fino all&#039;Alto de la Petraja. La faccio quasi tutta a piedi... Pero&#039; mentre salgo entro nell&#039;ultimo bosco prima dei deserti delle meseta e devo dire che ora il paesaggio diventa stupendo. La discesa e&#039; bellissima, su una strada forestale in leggera discesa sempre nel bosco finche non compare in lo lontananza San Juan de Ortega: visione meravigliosa... Visito la chiesina, anch&#039;essa molto suggestiva, con le vestigia del santo e canti gragoriani di sottofondo, un posto magico... Poco dopo arrivo a Ages, dove decido vermarmi dopo 74 Km in un bell&#039;albergue.</description>
      <pubDate>Wed, 03 Sep 2008 20:43:56 +0200</pubDate>
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      <title>Martedi&amp;#039; 2 settembre: Estella - Azofra</title>
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      <description>Dopo i 60 fatocosissimi km di ieri la notte e&#039; un incubo con una frotta di motoseghe ronfanti in albergue. Riesco a rposare solo un po&#039; con cuffia e Metallica! La mattina alle 6 son gia&#039; in piedi e conosco Franco da Folgarida, che a Pamplona e&#039; stato investito e ha dovuto cambiare diversi pezzi della bici! Prometto di non lamentarmi piu&#039; per una foratura... Decidiamo di fare un pezzo di biaggio insieme, perche&#039; mi sembra molto provato emotivamente e perche&#039; devo mettere in paratica la lezione Xabi. Prima tappa al monastero di Irache dove c&#039;e&#039; una fonte di vino a cui tutti i pellegrini possono attingere! Ovviamente foto di rito. Al primo paese scena fantastica: un mega gregge che attraversa la piazza e ci blocca il passaggio: fantastico... Al villaggio successivo mi separo con Franco che ha una bici da strada e non puo&#039; fare il pezzo di sterrato che voglio fare io e che dicono bellissimo; e cosi&#039; e&#039;! Una decina di chilometri in mezzo alle vigne o tra campi infiniti dove ci sei solo tu e qualche pellegrino che ovviamente saluti con una bella &quot;Ola!&quot; sempre ricambiata! Domani voglio provare a contarle queste ole... Arrivo al bel paese di Los Arcos alle 10.30 e sono gia&#039; a meta&#039; tappa in teoria. Mi incammino sempre tra bei su e giu&#039; tra i campi attraversando piccoli paesi e incontrando piu&#039; volte gente che fa il cammino in bici come me. Arrivo a Logrono, capitale della regione della Rojia alle 12 dove incontro Xabi presso la bancarella di una signora anziana che porta avanti la tradizione di vendere delle conchiglie, simbolo del cammino, e offrire da bere ai pellegrini. Ci salutiamo calorosamente e ci separiamo, Xabi ama viaggiare da solo. A Logrono compro subito le camere d&#039;aria, stavolta sono giuste! Fantastico e abbondante pranzo del pellegrino, con insaatona mista e merluzzo alla griglia delizioso! E reincontro Franco che ha di nuovo dei problemi tecnici, questa volta ad un pedale che si sta svitando. Decido di accopmagnarlo oltre Logrono, fino a Nereja, meta di oggi che per me dovrebbe essere circa a meta&#039; strada della tappa di domani: mi sto portando avanti sul lavoro! A Navarrete Franco trova assistenza presso un meccanico di auto e proseguiamo su asfalto. Un po&#039; mi dispiace, ma oggi la giornata la dedico a Franco. Ci sono lavori in corso sulla N120 e ci tocca fare una deviazione faticosissima per raggiongere in salita un paesino da cui alla fino raggiungiamo Nereja dopo 90 Km alle 18. All&#039;ostello non ci accolgono perche&#039; in bici e sono pieni, ci tocca andare avanti per Azofra, altri 7 Km di 5 in salita. Perdo di vista Franco prima di incamminarci, lo aspetto ma lo perdo. Decido proseguire, e&#039; tardi e sono stanco. Arrivo dopo 97 Km all&#039;albergue di Azofra, piccolo borgo su una collina (che strano...). L&#039;albergue e&#039; nuovo, bellissimo, ho addirittura una camera da due con un ragazzo di Valencia che mi assicura di non russare! E reincontro anche Xabi, anche lui questa volta ha avuto un problema al carrelino perdendo un sacco di tempo. Gli restituisco la camera d&#039;aria che mi aveva prestato. Mentre faccio la doccia compare anche Franco! Penso che andremo a cena insieme e ci saluteremo, perche&#039; domani voglio passare su sterrato e vorrei essere per lui un come Xabi e&#039; stato con me, un compare nel momento della difficolta&#039;, ma non un balia!</description>
      <pubDate>Tue, 02 Sep 2008 20:40:00 +0200</pubDate>
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      <title>Lunedi&amp;#039; 1 settembre: Pamplona - Estella</title>
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      <description>La mattina me la prendo comoda, tanto mi devo recare a Cizur Mayor per comprare delle camere d&#039;aria nuove. Subito mi accorgo di avere le gambe molto piu&#039; pesanti di ieri. Il negozio apre alle 10.30 e mi tocca aspettare un&#039;ora. Hanno solo camere d&#039;aria con le valvole piu&#039; grandi delle mie, ma la pompa va bene lo spesso e decido di comprarle. Mi avvio verso l&#039;Alto del Perdon che credo essere l&#039;unica difficolta&#039; vera della giornata. Il paesaggio e&#039; cambiato e i boschi lasciano il posto a distese sconfinate di campi ora brulli, con sullo sfondo il parco eolico: mi pare diessere veramente Don Chishotte contro i mulini a vento! I pellegrini che salgono sono una marea. All&#039;improvviso brutta sorpresa! di nuovo la ruota a terra! Non mi scoraggio, ma quando sto per cambiare la camera d&#039;aria mi accorgo che non si infila nel cerchione, e&#039; troppo grossa! Mi tocca andare avanti gonfiando ogni tanto fino a Estella perche&#039; non ci sono meccanici lungo il tragitto. In piu&#039; la salita all&#039;Alto e&#039; quasi tutta non praticabile in bici e per circa 3 Km mi tocca spingere anche con pendenze notevoli. Arrivo in cima distrutto, ma felice di fare la foto di rito di fianco alle sagome in metallo dei pellegrini. Scendo su asfalto convinto che le fatiche siano finite, gonfiaggi a parte ed e&#039; cosi&#039; fino alla eravigliosa e storicamente importante cittadina di Puente la Reina dove mangio il primo menu del dia, buono e abbondante! Poi, pero&#039; subito una salita breve ma micidiale, in cima alla quale faccio 4 chiacchiere con un gruppo di francesi partita in bici dalla Bretagna. Poi su e giu&#039; fino a Estella, passando in particolare per il bel paese medievale arroccato su una collina di Ciraqui, in Basco nido di vipere. A estella, disfatto mi accaso all&#039;albergue e mi avvio in cerca di un negozio di bici; dei due presenti, uno e&#039; in ferie e l&#039;altro e chiuso del tutto! Sarei nella merda, se non fosse per Xabi da Barcellona che mi regala una sua camera d&#039;aria che mi aiuta a montare. La sera vado a cena con Giulia da Conegliano veneto, che ha le ginocchia completamente bloccate dopo aver fatto una media di 40 Km al giorno e non sa se proseguira&#039;... Oggi ho imparato duelezioni fondamentali: la prima e&#039; non sottovalutare e mancare di ripsetto al cammino (vedi il sottoscritto che dopo un giorno si sentiva invincibile e Giulia); la seconda e&#039; il valore della solidarieta&#039; (vedi Xabi da Barcellona).</description>
      <pubDate>Tue, 02 Sep 2008 20:31:30 +0200</pubDate>
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